FAQ OCM Vitivinicolo - Regione Marche - Promozione nei Paesi terzi (attivo) 
- Qual è lo scopo del Bando OCM Vitivinicolo della Regione Marche?
- Quali sono i termini e le modalità per presentare la domanda?
- Chi può partecipare al bando?
- Ci sono dei requisiti minimi di prodotto per le cantine che vogliono partecipare?
- A quanto ammonta l’agevolazione e sotto quale forma viene erogata?
- Ci sono dei limiti al contributo in base alle dimensioni aziendali?
- Quali sono i principali investimenti e attività finanziabili?
- Sono previsti dei tetti massimi di rimborso per le spese di viaggio del personale?
- Posso includere nel progetto i costi per la realizzazione di un nuovo sito web o per il restyling del marchio aziendale?
- Posso distribuire gratuitamente campioni del mio vino agli eventi esteri e farmi rimborsare il costo delle bottiglie?
- Da quando le spese sono considerate valide ai fini del rimborso?
- Posso richiedere un anticipo dei fondi o cumulare questa misura con altri bandi statali?
L’obiettivo principale è favorire la promozione dei vini marchigiani nei mercati dei Paesi terzi (extra UE). Il bando sostiene iniziative volte a rafforzare la competitività del settore, oltre a favorire l’apertura, la diversificazione e il consolidamento dei mercati esteri.
Le domande devono essere presentate entro il 10 luglio 2026. La procedura non è a “click day”, ma si tratta di una Procedura Valutativa (l’ordine cronologico di arrivo è irrilevante), ed è richiesto un punteggio minimo di ammissibilità pari a 60 punti.
Possono accedere diverse tipologie di soggetti con sede operativa nelle Marche, tra cui: organizzazioni professionali o interprofessionali, organizzazioni di produttori, consorzi di tutela, reti di impresa, enti pubblici e produttori di vino (in regola con le dichiarazioni vitivinicole dell’ultimo triennio).
Il bando concede un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili. È previsto un contributo massimo per progetto di 1.000.000 € e una spesa minima ammissibile non inferiore a 100.000 €.
Sì, la spesa minima ammissibile è pari a 20.000 €, mentre la spesa massima agevolabile ammonta a 150.000 €. Qualora un’impresa intenda realizzare un progetto di importo superiore, potrà comunque farlo, ma il contributo sarà calcolato sul limite massimo di 150.000 €.
Sì, per i produttori e le forme associate il contributo massimo è parametrato al fatturato: non può superare il 5% del fatturato globale per medie e grandi imprese, e il 10% per le micro e piccole imprese.
Tra le spese ammesse troviamo la partecipazione a fiere internazionali ed esposizioni, campagne di informazione e pubbliche relazioni, studi di mercato (con limiti specifici), acquisto di spazi pubblicitari e campagne su internet e social network (inclusi influencer), oltre all’organizzazione di conferenze stampa.
Sì, le spese di trasferta per chi realizza le promozioni sono soggette a massimali rigidi: massimo 60 € giornalieri per il vitto, 180 € giornalieri per l’alloggio e 30 € giornalieri per il trasporto locale (taxi, treno o noleggio auto). I rimborsi chilometrici per l’uso del mezzo proprio non sono ammessi.
No, sono esplicitamente escluse le spese per investimenti strutturali, come la creazione o l’aggiornamento di siti internet o e-commerce aziendali, così come lo sviluppo della Brand Identity o il restyling del logo aziendale. Non sono inoltre rimborsabili le spese del personale dipendente del beneficiario.
No, le spese per l’acquisto (o autofatturazione) del prodotto oggetto della promozione non sono ammissibili. Tuttavia, per la fornitura gratuita di campioni, il bando rimborsa le spese strettamente legate a imballaggio, spedizione, spese doganali e trasporto.
Sono ritenute ammissibili al sostegno le spese sostenute dai beneficiari a decorrere dal 16 ottobre 2026 (esclusivamente per chi è in graduatoria). Le spese sostenute prima di questa data sono valide solo se si riferiscono ad attività promozionali effettuate successivamente al 16 ottobre.
L’azienda può scegliere di ricevere un anticipo pari all’80% del contributo (presentando una garanzia fideiussoria del 120%), oppure incassare tutto a saldo. Infine, il bando specifica chiaramente che questa misura non è cumulabile con altri aiuti pubblici.
